Nuclear Abominations
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THE END (Can): "Transfer Trachea Reverberations From Point: False Omniscient" MCd 2001 Re-Define

Review by: Necrogoregrinder | 21/04/2003 23:59:59

 

Running Time: 22:09

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4,50
La copertina del disco di The End rappresenta un paio di radici in primo piano... O potrebbe essere qualcosa come un insetto al microscopio o anche qualcos'altro, non saprei, comunque stilisticamente comunque altrettanto vicino a Release che a Relapse. Questo vale anche per la musica.
Non sono un super fan della nuova scena Hard-Core, Post-Core, Power Violence o come si chiama oggi, per me il genere HC ha dato il massimo dei suoi frutti negli anni '80, proprio come il Thrash Metal, a mio avviso tutto quello che sta venendo proposto in questi giorni con tanto clamore non è latro che quello che gli Americani definirebbero "gimmik". C'è comunque da dire la capacità di variare e creare atmosfere di oscurità e schizofrenia di questi gruppi è davvero notevole. Se dovessi cercare di definire The End senza ricadere immediatamente nel paragonarli a Dillinger, direi che la loro musica combina i primi Candiria per ossessività e atmosfere di indefinibile paranoia, Human Remains per ecleticità e uso continuo di chitarre discordanti/disarmoniche e passaggi ultra-tecnici, e Agoraphobic Nosebleed, Coalesce, Botch e così via per quanto riguarda lo stile vocale (urla terrificanti a squarciagola) e grosso modo come punto di rifernimento stilistico.
L'album è raffinato, anche tecnicamente ineccepibile, con tanto di sfumature fusion, sospiri e lunghe parti sperimentali, ascoltandolo si viene trascinati un un tunnel infinito... consiglio di leggere i testi mentre ascoltate l'album, se volete immergervi in questo limbo di vetri e cotone... L'atmosfera che ne deriva è inqueitante, ambigua, isterica eppure fondamentalmente malinconica, squisitamente avant-garde. Un album complesso e maturo forse, anche se, a quato punto, devo iniziare a muovere la mia critica: vorrei permettermi di affermare che a volte risulta semplice produrre qualcosa di apparentemente avanzato rifacendosi a schemi collaudati da un migliaio di altri gruppi, come l'essenzialità del design, le linee nitide, le schitarrate apparentemente fuori accordatura, il contrapporsi continuo di urla a squarciagola e sussurri... per costruire un gruppo come questo basta prendere qualche foto in bianco e nero con una quintalata di sfocatura, qualche maglietta color pastello, e un paio di foto di oggetti qualunque scattate a 2 centimetri dimodochè non si capisca che cazzo si sta guardando (se non ci credete guardavi la pagina delle nuove uscite Release). Non vorrei pronunciarmi a criticare un genere musicale tout-court, ma a volte questo tipo di musica mi sembra un poco pretenziosa, come se volessero mostrare che per sperimentare e mostrare la propria intelligenza dovessero seguire certi schemi precisi... io personalmente credo che ci siano state molte piu innovazioni stilistiche in gruppi grezzi come le pietre come Possessed e Nuclear Death che non in mille gruppi Postcore. Mah, devo concludera ancora una volta un po' come Pilato, per evitare di farmi prednere troppo: se siete fanatici per la nuova scena HC tanto spinta da Relapse negli ultimi anni come Dillinger ecc, immagino questo album sarà una chicca imperidibile. Per essere suonato bene è davvero perciso, pulito, allo stesso tempo emotivo e disperato ma anche gelido e distaccato... Dipende dai gusti. Io preferisco ancora Verbal Abuse e Minor Threat.

 

Tracks (7): 1) Her (Inamorata)
2) Opalescence.I
3) Opalescence.II
4) The Asphyxiation of Lisa-Claire
5) For Mankind, Limited Renewal
6) Sonnet
7) Entirety in Infancy